Scompare a 92 anni il maestro Karl Stengel

Domenica 25 giugno il maestro Karl Stengel si è spento nella sua casa nella campagna Toscana, accudito con enorme affetto dalla moglie Camilla.

La “Collezione Stengel” a Palazzo Rosselli del Turco di Firenze è stata voluta da Camilla Stengel, che ha diviso con Karl decenni di vita d’artista, un artista senza compromessi. Con costante determinazione la“Collezione Stengel” proseguirà nell’attività di diffusione e conservazione dell’opera di Karl, che merita – non soltanto a nostro giudizio – quel riconoscimento da parte del pubblico che Karl non ha mai inseguito. Non cercava la notorietà. Si è sempre dedicato a disegnare e dipingere, nella tranquillità del suo studio, ascoltando musica.

Ora ci stringiamo tutti a Camilla in un grande abbraccio. Fedele alle indicazioni di Karl, severo giudice delle proprie opere, la “Collezione Stengel” continuerà a proporre – sia presso la sede di Palazzo Rosselli del Turco, che presso altre sedi espositive, una selezione delle opere rappresentativa del percorso artistico del maestro.

Karl Stengel – Presso la Galleria Ribolzi di Montecarlo opere scelte 14 settembre – 8 ottobre 2016

Dal 14 settembre all’8 ottobre trenta opere di Karl Stengel saranno esposte presso la Galleria Ribolzi di Montecarlo. Acrilici su tela, disegni e pastelli su carta e diverse opere a tecnica mista, documenteranno il percorso artistico del maestro ungherese.
Karl Stengel nel 2015 ha vinto la settima edizione del concorso GemlucArt, organizzato dall’associazione GEMLUC: Groupement des Entreprises Monégasques dans la Lutte contre le Cancer,
sotto il patrocinio di Sua Altezza Reale la Principessa di Hannover.
Il concorso è finalizzato a raccogliere fondi per finanziare la ricerca clinica e contribuire a fornire agli ospedali servizi e strumenti specialistici per i reparti oncologici.
La giuria dell’edizione 2015 era composta da: Jean-Pierre Pastor, Guillaume Barclay, Béatrice Brych, Marina Picasso, Adriano Ribolzi, François-Xavier Ciais, Frank Michel, Ondine Roman.
Il primo premio del concorso GemlucArt consiste in una mostra personale presso la prestigiosa Galleria Ribolzi.

14 settembre – 8 ottobre 2016
Giorni di apertura: dal martedì al sabato
Orario di apertura: 9:30-12:30 e 14:30-19:00
Indirizzo: 3 Avenue de l’Hermitage, 98000 Monaco
Telefono: +377 97970377
www.adrianoribolzi.com

GUARDA LE FOTO DELL’INAUGURAZIONE 

THE KARL STENGEL COLLECTION AREZZO

OPENING TIMES
Monday, Wednesday, Saturday from 4pm-6pm Every first Sunday of the month from 10am-12noon
To book a visit, please call: +39 3347944736
Via Cavour 121 Arezzo, Tuscany

website 

Paintings and drawings by the artist exhibited in two room of the Renaisance palazzo Gozzari in Arezzo in via Cavour 121.
To fully appreciate Stengel’s paintings which according to some critics, are testimony tothe profound faith in the limitless of art, you just have to see them.


Quadri e disegni dell’artista sono esposti in due sale del palazzo rinascimentale Gozzari, ad Arezzo in via Cavour 121.
Per apprezzare i lavori di Stengel, la cui pittura secondo alcuni critici d’arte, testimonia la profonda fede nelle possibilità inesauribili dell’arte e si devono soltanto vedere.

Il 1° premio del GemlucArt Grand Edition, mostra d’arte contemporanea nel Principato di Monaco, va a Karl Stengel.

karl stengel

 

Auditorium Rainier III – MONACO
Exposition du 11 au 20 octobre

Vernissage du 7ème Concours International d’Art Contemporain

Grand Prix du GemlucArt: KARL STENGEL

Leggi Gli Articoli su:  MONACO REPORTER  e su ID supporto Cannes

 

Il 1 ° premio del GemlucArt Grand Edition, Mostra d’Arte contemporanea nel Principato di Monaco, va a Karl Stengel.

Alla mostra dal tema “Essere se Stessi” sono esposte le opere di oltre un centinaio di artisti locali e internazionali.

Il premio per Karl Stengel sarà esporre le sue opere alla Galleria Adriano Ribolzi a Monte Carlo dal 2016/09/14

Der 1.Preis der Ausstellung zeitgenössischer Kunst im Fürstentum Monaco – un hundert der über Künstler verschiedener Nationalität teilgenommen haben – ging un Karl Stengel.
Preis, der in einer Ausstellung 14 tägigen von Werken Stengels besteht – beginnend am 2016/09/14 – in der Galerie Adriano Ribolzi a Monte Carlo

Nuovi libri dalla Galleria CCPAUL

 

Sono stati pubblicati recentemente dalla Galleria CCPaul

a) un libro / catalogo con  disegni – anche colorati – di Karl Stengel- disegni  ‘astratti’ secondo l’introduzione del Prof. Alessandro Tempi (in lingua italiana, inglese e tedesca)

b) un libro / catalogo con una scelta di disegni figurativi dagli ultimi 40 anni di Karl Stengel con l’introduzione di Ivan Teobaldelli (in lingua italiana e tedesca)

c) un libro con poesie di C.Paul-Stengel e disegni di Karl Stengel: “Leggendo alcune delle tue poesie, Charles Bukowski” (in lingua italiana, inglese e tedesca)

Tutti i 3 libri si possono ordinare chiamando il (0039) 335-6263360 o scrivendo a info@galerie-ccpaul.com

Karl Stengel: la musicalità del colore nel disegno della vita – di Giampaolo Trotta

Traduzione a cura di Barbara Sachs

Karl Stengel (Neusatz, 1925/09/18) può sembrare, a coloro che non lo conoscono o non lo, un artista “doppio” capire, manifestando contemporaneamente la dicotomia l’astratto e il figurativo. In realtà, in Stengel non c’è dicotomia, ma piuttosto due aspetti, nemmeno complementari, fusi in un unicum concettuale che, in alcuni lavori recenti, diventa fisico che, presenti insieme in uno stesso lavoro.
Nelle opere di sua sulla mostra qui da molti anni fa (risalente agli anni ’80), il “segno” e la predominante “design”. A, gesto espressionista pulita, che ha la sua origine nello stile grafico del tedesco George Grosz (1893-1959). I disegni che trattano rispettabilità borghese, con amara ironia e pungente quanto riguarda fobia sessuale e tabù religiosi, percependo anche nel fare l’amore di una prostituta il marchio della genuina libertà, al di là dell’immagine provocatorio e quasi “innocente”. Come in una galleria di ritratti di personaggi della società della Repubblica di Weimar descritta da Grosz, o in alcuni disegni a carboncino di taverne con bevitori immortalati da Ottone Rosai (1895-1957), l’originalità “tendenziosa” di Stengel non attira le figure, ma “spettacoli” di loro: figure archetipiche di una classe, o piuttosto di un modo di pensare e di vivere, cioè di essere nella società. Mai una linea di “punte” duro e, tuttavia, ridotto a una semplificazione scheletrico come in Grosz, ma più morbido, denso, solo a volte sintetizzato (come nelle figure ermae davanti ai loro schermi o, meglio, nelle sue scenografie sul stadio umano della vita), che aspirano ad essere emblematico. La linea che definisce le sue figure diventa impersonale, non individuale. I significati surreali e caricaturali sono viatica della ricerca della verità, la realtà, la libertà. […] I simboli della natura e della storia, come il cipresso, in piedi per l’immortalità, o la conchiglia, che contiene la vita prenatale come un utero materno, accompagnare i suoi figure emblematiche, talvolta larvale come bozzoli di farfalla in attesa di loro metamorfosi, esistenzialmente solo su la fase della vita. Arte, per Stengel, diventa uno strumento contro ogni forma di violenza e il tratto descrittivo astuzia e puntuale – evocando anche Marino Marini (1901-1980) 2 Per Tutte le prostitute del mondo – ha una concretezza iconografica che lo libera dal grido di espressionismo, anche mentre secernenti rabbia ironico e il disincanto. A differenza di Grosz nel suo periodo tedesco pre-americano, però, non vi è moralistica, politico e causticità rivoluzionario, ma piuttosto “puro” voglia di volare sulle ali della libertà, sulle note della natura, di quella natura che rende Stengel ancora oggi , a 87, un appassionato di “giovane” i cui occhi blu riflettono tutta la bontà e la purezza incontaminata della sua anima. Un’anima molto sensibile, non incline a una marea travolgente di discorso, che i tormenti di reclusione nei campi russi dopo la seconda guerra mondiale velate dietro tristezza malinconia, la tristezza che non gli impedisce di mantenere un gusto aperto e completo per la vita e per . la sua armonia
Armonia, anzi: perché è davvero la musica, sia che si tratti romantico o dodecafonico – in particolare da grandi compositori russi come Igor Stravinsky, Sergei Prokofiev, Modest Musorgskij o Sergei Rachmaninov – che, poetico e profetico, inonda le sue recenti opere astratte , evoluzione dinamica “zig-zag” da quelle grandi e solidi parallelepipedi del suo su accennato, a orizzonti in due o quattro colori, risalenti ai primi anni del 2000 e che richiamano Mark Rothko. Una vibrazione di linee e masse di colore che a volte ricorda l’astrazione di ritardo Mirò. . Un amore per la musica che lui – figlio di un musicista – ha sempre coltivato
Stengel segue i percorsi spaziali della musica: i suoi quadri diventano punteggi figurative che vanno oltre i limiti del l’aspetto visivo, verso l’obiettivo di una sinestesia, cioè di una proposizione insieme di due termini appartenenti a due sensi differenti, dove l’udito diventa vedendo. Come sinesteta puro, che vede i suoni e sente i colori, proprio come il pittore e musicista lituano Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (1875-1911), che percepisce suoni e colori, allo stesso tempo, o il compositore francese Olivier Messiaen Eugène (1908-1992) , che nella sua prefazione alle Trois liturgie descritti in dettaglio i colori che associato note della scala, accordi e timbri strumentali, lasciando fino alla musica per suggerire e ricreare questi.
Le perle della sensibilità spaziale straordinaria, piena di dinamismo sorprendente e luminosità interna. La sua non è astrazione, ma spaziale Poesia …
Stengel è sempre alla ricerca della verità, senza limiti e senza veli di censura, di una verità che, come la realtà, non assume una configurazione statica e prestabilito, ma invece è come quello prodotto dall’interazione di volontà dell’uomo. La sua apertura al futuro e assoluta accettazione del reale, che comporta la capacità di trovare, giocosamente e ironicamente, tutto ciò che è bello in ogni cosa e in ogni circostanza della vita, per mettere un universo a lungo considerato essere in crisi e in crisi in un luce positiva. Colore abbandona spesso ora l’energia costante e satura dei suoi dipinti “puramente” astratti per esporre modulanti livelli e gocciolanti macchie trasparenti eterei e acquosi, aloni intorno macchie e segni di gocciolamento; il tratto di matita (a volte arricchito con pastelli ad olio) delle figure acquisisce, in contrasto con il magma primordiale caotico dello sfondo, una sintesi più accentuata, ancorandosi con forza espressionistica ed emblematico per il candore dello spazio scenico minimalista che lo circonda e separa dalla eruzione cromatica dei suddetti ambiti di tutti sfruttando la dell’horror vacui et picturae sine colore. Opere come Dialogo 2, sono la sintesi iconica di questa mostra rumeno: uomo di fronte al suono dell’universo, della sua musica, al di là delle scenografie del mondo, Stengel che dialoga con il suo Ego e con la coralità visionaria del musica che emette simbolicamente da una chitarra appesa.